Dimagrire grazie a un segreto rivelato.

Progetto senza titolo

<< Emma era una bambina di 11 anni, le mancavano 3 mesi per compierne 12 ma dava risposte con una consapevolezza di una persona molto adulta. Lei si vergognava del suo corpo, aveva molte smagliature sul seno e voleva dimagrire. Questo è il motivo visibile per cui mi chiese un appuntamento ma non era quello il reale motivo che spinse quest’anima a cercarmi. Lei aveva un segreto con cui si faceva del male. >>

Osservavo Clarissa, la madre di Emma, mentre mi esponeva la necessità di Emma di dimagrire. La trovavo di una bellezza rara, era una signora dal viso e dal portamento che trapelavano una sofferenza vissuta con rispetto, una disciplina praticata con senso del valore e tantissima dolcezza. 

Mi espose subito il segreto di Emma, le disse di togliersi la maglietta immediatamente. Anche se era severa con lei, le leggevo tanta preoccupazione sul volto. 

Quale guarigione mi stava realmente chiedendo per Emma? – mi domandavo. E, perché non riusciva a trasmettere a sua figlia i valori con cui era stata cresciuta? Capii soltanto dopo che Emma era il suo punto debole. L’amava così tanto che la sua attenzione nei suoi riguardi era devozionale come una madre premurosa e tanto impostata quanto un padre che dà molto valore alle regole.

Tuttavia, Clarissa non aveva gli strumenti per avere accesso e chiarezza dei processi interiori di Emma e c’era anche un altro limite che le portavano a una distanza emotiva ancora più lunga: era troppo coinvolta emotivamente, la sorgente dei sentimenti era mescolata alla paura; aveva la sensazione che Emma le “sfuggisse di mano”. 

” Non guardo il mio corpo allo specchio, guardo solo il viso e mi piace molto.”

Emma litigava con tutti a scuola, rispondeva ai professori e si era sentita tradita dalla sua migliore amica. Per lei le persone non erano affidabili e la sua reazione comportamentale stava solo creando un terreno sterile tutto intorno a sè. Anche se mi fu chiesto di aiutarla a dimagrire cominciai a conoscerla attraverso il “Percorso Di Guarigione Ferite dell’Anima-Embriologia Emozionale” per guarire le sue dinamiche relazionali.

Al primo appuntamento subito capii che dovevo porre attenzione a Emma e a ciò che diceva, rimandai la visita nutrizionistica più avanti per ascoltarla meglio.

La vera guarigione accade se più elementi vengono presi in considerazione, osservati, studiati e aiutati a tornare in equilibrio.

Conclusi le valutazioni comprendendo che Emma aveva bisogno degli strumeneti di quattro tipologie di Percorsi di Guarigione, fui felice di cominciare dalla Ferita dell’Anima per ben due volte: Emma aveva un segreto che da una bambina di 11 anni consapevole non mi sarei aspettata. Lei si faceva del male, già da un anno.

Parlammo a lungo, ero in cerca di “dati” per fare una diagnosi in pochi incontri per via dell’urgenza. Volevo intervenire subito con la terapia, ma dovevo portare pazienza.

Al secondo appuntamento ci dedicammo ai test psicoemozionali tra i quali i disegni. Avevo riordinato le idee ed era il momento di scendere in profondità per avere conferme oppure per continuare l’indagine.

bisogna ascoltare molto i bambini e il loro ricco mondo interiore: ascoltiamo la loro sensibilità per guidarla e la loro saggezza per lasciarci guidare.

Invitai anche la madre a partecipare, misi sul tavolo pennarelli e matite colorate, penne, righello, gomma per cancellare. Ognuna aveva il suo foglio bianco e le aspettai in disparte mentre loro disegnavano.

C’era un motivo importante per cui invitai anche la madre a fare esperienza al secondo incontro. Volevo più elementi di Emma e sapere quindi con chiarezza l’immagine materna con cui era cresciuta. Ma a quel punto mi balzò al cuore un dubbio: chi era la vera paziente?

– La famiglia di Clarissa

Stava succedendo qualcosa di strano. Mi domandai se lo schema che si era creato fosse in realtà un piano divino per aiutare la madre a essere più morbida con se stessa. Volli capirci meglio così coinvolsi anche Clarissa nel disegno. Dopo aver parlato con lei in proposito del suo disegno e quindi di se stessa le chiesi di scrivere ciò che aveva appena raccontato e mi rivolsi a Emma.

” Io sono una tigre, sono forte fuori e debole dentro” – Emma

Parlammo a lungo davanti al suo disegno. Parlammo fino a quando Emma disse ad alta voce esattamente il tema di disequilibrio da guarire che col test cromoterapico al precedente incontro si era palesato.

<< Mi taglio i polsi perchè se sento dolore con il corpo, non sento il dolore che ho dentro. >>

  • Emma scrivi anche tu ciò che hai detto – le chiesi
  • Noo, è stato già molto difficile per me condividere tutte queste cose! – rispose frettolosa.

Ecco, ebbi per la terza volta la conferma che cercavo. Emma era emotivamente fragile e non si permetteva di manifestarlo, spesso neanche con se stessa. La sua logica diceva: “Se non esprimo un disagio, questo non esiste.”

Agii di conseguenza per guarire questo disequilibrio. Solo quando viene trovata la vera causa la guarigione potrà accadere, altrimenti accadrà solo un miglioramento temporaneo. 

Sono innamorata della guarigione, e come un astrologo studio l’essere umano come specchio dell’Universo. I nostri pianeti interiori sono in un equilibrio divino perfetto e che Dio muove affinchè l’Amore si espanda nella Conoscenza del Sè. La delicatezza che ci vuole per lasciar fuori l’interpretazione dell’ego è grande ma ancor più grande è la magia quando accade una guarigione. In Emma c’era Plutone che stava “parlando”. Bisognava guidare il processo verso un nuovo perfetto equilibrio, così la incalai nel Percorso Di Guarigione Medicina Integrale per darle ciò di cui aveva più bisogno.

Guidandola scavai insieme a Emma tra i suoi pensieri. Volevo comprendere il meccanismo con cui Emma era arrivata a tagliarsi i polsi. Misi un primo importante seme. Il secondo seme guaritore sarebbe stato dare valore al corpo e avevo a mio favore la richiesta di Emma di dimagrire, così al successivo incontro le feci la visita nutrizionistica.

Dall’analisi osservai infatti un leggero sovrappeso, un’ulteriore conferma che non era quello l’oggetto di maggior attenzione. Già dalla prima parte, l’analisi quantitativa, notai immediatamente infiammazione di basso grado. Non avevo ancora guardato l’analisi qualitativa tra cui densità ossea e massa muscolare scheletrica per vedere in che modo l’infiammazione stesse impattando sul corpo. Già capii: Emma era in uno stato di stress psicologico. L’Acqua Extracellulare, la Matrice Extracellulare e l’Asse HPA (Ipotalamo, Ipofisi e Surrenali) indicava una perdita dei ritmi circadiani. La condizione faceva pensare a un’attivazione del Sistema Nervoso Centrale.

Unii i risultati dell’analisi nutrizionale con i dati dell’analisi cromoterapica per consigliare a Emma l’approccio alimentare da assumere con l’obiettivo di essere costante.

Ecco che piantai le basi del percorso di guarigione di Emma durante il quale avrebbe dovuto imparare ad accettare il corpo e rinforzare la motivazione per dimagrire. Anche se non si piaceva fisicamente continuava a mangiare di testa sua, dimagrendo lentamente. Cosa nascondeva questo aspetto? Lo misi in parallelo mentre emerse l’ostilità nella relazione tra lei e la mamma. Aprimmo l’argomento e guidai la bambina nel comprendere i ruoli della famiglia. Sebbene Emma desse risposte sempre profonde era fondamentale portare chiarezza sui ruoli familiari.

Nel frattempo Emma stava facendo violenza fisica a se stessa? Aveva ripetuto l’azione di tagliarsi i polsi?

Avevo ancora dei dubbi su quanto la madre avesse bisogno di me per se stessa, ma Emma catturava tutta la nostra attenzione.

Successivamente Emma affermò che il suo corpo le piaceva. Per me fu concretizzato ogni  obiettivo, anche se per la mamma e i valori antropometrici doveva dimagrire altri 3 chili a me interessava che Emma si sentivve a suo agio nel suo corpo. L’obiettivo di autoamore era stato completamente raggiunto. Insistere sarebbe stato controproducente o forse inutile.

La violenza che applicchiamo a noi stessi spesso è più crudele di quella che ci fanno gli altri. E’ come se anticipassimo la paura di essere feriti, oppure, come nel caso di Emma, cerchiamo di distrarci da ciò che ci fa più male portando l’attenzione su un dolore che sentiamo di poter gestire. 

Raccontami se in passato o se tutt’oggi ti fai del male o come. Come stai affrontando questo aspetto? La guarigione passa attraverso la consapevolezza, ricordalo. Prenditene cura e conquisterai pace e autoamore.

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Mariacristina Palmiero

Mariacristina Palmiero

Sono Mariacristina Palmiero e aiuto le persone a realizzarsi attraverso la Guarigione. Siamo abituati a pensare che la malattia sia qualcosa di materiale, ma in verità Componenti Invisibili hanno un impatto su tutto il nostro Essere, includendo la parte più Visibile di noi: il CORPO.

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