Tossicodipendenza e “il ritorno a Casa.”

Lisa Sheridan - tossicodipendenza e percorso

<< La signora Marika e io ci incontrammo a Roma alla fermata di un bus. Cominciammo a parlare ‘del più e del meno’ fino a quando l’argomento della tossicodipendenza entrò nel discorso e non ne uscì più. Solo salutandola compresi il perchè… >>

Ero andata a trovare Francesca, una cara amica di origini romane. Da Siena era “scesa” a Roma per salutare la famiglia. Era la nostra nuova “coincidenza”, la pagola magica che “sulle pagine del nostro libro” fa da intestazione. In altre (e fatate) parole, sapevamo che incontrarci avrebbe rappresentato un passo evolutivo per entrambe.

Di ritorno, alla fermata di un autobus sotto il sole delle 11, c’era una donna già ad aspettare. Aveva lineamenti gentili del viso e nel porsi a me la percepii in tutta la sua morbidezza, accogliendo così la conversazione con lei, come solitamente non faccio. Di solito, la musica o i libri “vengono con me” nei miei continui viaggi come un bambino prende la mano della mamma quando è tra la gente.

Parlammo prima del tempo, poi del bus che non arrivava e poi della figlia che stava riflettendo sulla scelta dell’indirizzo universitario, così le offrii la mia esperienza per l’indirizzo di Biologia. Lei mi chiese quale esame stessi preparando al momento e io la guardai sorridendo.

  • Quanti anni mi dà?
  • Circa 24.
  • Ne ho 29 tra un mese.

Le raccontai che avevo terminato gli studi universitari nell’anno accademico 2012/2013 e che il cuore mi aveva detto di continuare altri tipi di studi che mi permettevano di aiutare le persone a trecentossessanta gradi. Sembrava interessata così proseguii nei dettagli.

Arriva il bus e ci sediamo vicino. Senza un motivo apparente mi chiese se avessi mai aiutato a guarire un tossicopendente e come l’ho fatto.

  • Hai trattato ragazzi con tossicodipendenza?
  • No, l’unico approccio che si é avvicinato è stato la dipendenza dal gioco d’azzardo e dal sigaro. Soffri di tossicodipendenza?
  • No. Chiedevo solo per curiosità.

 

– L’autobus sembrava non arrivare più –

  • La conosce la frase di Ippocrate “Prima di cercare la guarigione di qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare.”
  • No.
  • Sa Signora, il verò malato non cerca un medico per farsi aiutare nella guarigione. Guarire significa guardare onestamente se stessi e quindi ciò per cui “non vuoi alzare il sedere dalla sedia”. Mi creda, è roba per coraggiosi.
  • E chi viene in terapia invece?
  • Viene chi ha già accettato di aver bisogno di aiuto oppure se non lo ha accettato e non vuole accettarlo, finge a se stesso che vuole star bene.
  • Sono confusa.
  • Ben venga, io dal 2010 ho cominciato ad esser confusa.
  • Perchè nel 2011?
  • Avevo compreso che giocare le “regole classiche del gioco” non avrebbe aiutato veramente le persone a guarire. Non le lascio immaginare la delusione universitaria che ho dovuto attraversare. Poi ho amato nuovamente quel mondo della nutrizione. “Diciamo che volevo qualcosa di più moderno”. Comunque, se una cosa si può immaginare allora si può fare. Me l’ha detto un amico un po’ strano. A lei la scelta di quale Dio credere ma se posso, le consiglierei le opzioni che le “allargano” la vita.
  • Cosa intendi per allargarla?
  • Intendo allargarla, ingrandirla, togliere i vecchi confini e mettere solo colonne portarti senza recinto, aumentare il numero e l’intensità dei colori per ravvivare il quadro, profumare l’aria con erbe aromatiche come il basilico, l’anice, l’origano o la menta.
  • Non capisco, mi fai esempi pratici?
  • Certo. Prendiamo per esempio una ragazza di 19 anni che non sa cosa fare del suo futuro. Cosa farebbe un genitore se non consigliarla come meglio crede?
  • Giusto.
  • Ecco. La ragazza se farà ciò che vuole il genitore assolutamente presenterà la Ferita dell’umiliazione. Non si offenda, le sto offrendo uno scambio senza pretese.
  • Sono interessata invece ad ascoltare. Ogni punto di vista è buono.
  • Il discorso è lungo… In parole molto povere: la ragazza farà ciò che crede di dover fare per ricevere in cambio amore.
  • E secondo te un tossicodipendente che personalità ha?
  • Impossibile definirla, però lessi alcune cose sull’argomento e per tale ragione se dovessi aiutare un gruppo di persone tossicodipendenti creerei dei piccoli gruppi da due persone dove uno può mettere a disposizione le proprie capacità e conoscenze per aiutare l’altra persona lì dove è carente. L’obiettivo è quello di creare sicurezza in se stessi.

“Sono molto preoccupata per mia figlia. Sembra così indecisa e passiva.”

La signora sembrava essere molto attenta all’argomento della tossicodipendenza così le diedi la mia visione. Non sono un’esperta ma sono sempre stata convinta che offrire ciò che si è sia un tesoro.

Dare un punto di vista differente è  il nucleo della ricchezza.

Non serve avere tutte le risposte, perchè in realtà ciò che stiamo cercando è noi stessi. Già il concetto di “servire” richiama l’utilità, esprime un’energia di azione-ricavato, che esclude ogni spazio per l’ESSERE, lì dove le domande “crollano” perchè si fa direttamente esperienza delle risposte.

  • Signora, credo che la tossicodipendenza sia una fuga dalla vita. E per questo creerei delle situazioni che portino l’attenzione della persona coinvolta nel presente, qui e ora, dove è richiesto ogni sforzo per realizzare piccoli e grandi obiettivi.
  • Si Mariacristina, credo di si.
  • Ne conosce uno?
  • No, però mi sembra utile, cioè… volevo dire che mi sembra bello ciò che dici.
  • C’è anche un’altra cosa che voglio dirle: se una persona cerca mezzi per vivere stati di unità o comunque di stati di ebrezza è come se cercasse una scorciatoia. E’ come un pigro che dice che non è pigro.
  • E cosa faresti in questo caso tu, Mariacristina?
  • Beh, l’approccio di queste persone è infantile, quindi mostrerei che sudarsi le cose non solo è bello, ma può anche un risultato che riempie di felicità.
  • Ma non avevi parlato di togliere la parola risultati e utilità?
  • Se le dicessi che siamo Dio lei mi crederebbe? O sarebbe interessante per lei percepire in maniera etica e onesta che c’è qualcosa di più oltre ciò che ci hanno detto e che è quanto di più meraviglioso esiste perchè ci restituisce la Libertà?
  • Chiaro il concetto e mi piace.
  • Ci vuole un grande amore per avere pazienza verso chi è diverso da noi o verso chi la pensa diversamente. E lei ce l’ha. Non sembra essere sconvolta dal carico di informazioni che le ho dato.
  • No, ero molto curiosa sull’argomento. Non capita tutti i giorni fare questi discorsi.
  • Mi fa piacere. C’è da aggiungere anche che il tipo di droga scelta contiene altre informazioni che possono guidare passo passo per la guarigione della persona, ossia al suo nuovo equilibrio. E’ la mia fermata questa, comincio ad andare verso la porta. E’ stato un piacere e in bocca al lupo per sua figlia!
  • Crepi e grazie. In bocca al lupo anche a te per i tuoi studi e lavori.
  • Grazie! ……….AH! Mi saluti i suoi figli!

E nel rigirarmi verso il vetro della porta dell’autobus compresi perchè avevo salutato la signora parlando al plurale. La signora chiedeva aiuto per l’altro figlio di cui non mi aveva mai fatto cenno…

Mi sono chiesta quanto avrei potuto fare per questa persona se avessi avuto dei dettagli sul carattere del figlio e i suoi bisogni, ma ormai fu troppo tardi.

Qualunque sia il dolore o la difficoltà, non mollare mai. 

E se invece hai davanti chi è in difficoltà ricordati di seguire sempre il tuo intuito. Accetta il fatto che comprenderai dove voleva portarti solo molto dopo. (porta pazienza nella vita)

Abbi sempre l’intenzione di far del bene, e andrà tutto bene, perchè nella vita… non ci sono errori. La tossicodipendenza non è un errore. Aiuta chi ne è colpito. 

….

Perchè non conosco nessuno che rifiuti un aiuto. I duri sono solo coloro che hanno indosso una maschera per proteggere la loro fragilità. Loro hanno bisogno di ancor più attenzione.

A te “sentire” se shockarli e interrompere il loro loop mentale o investirli di amore, o tutte e due.

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Sii nella Guarigione Totale,

Mariacristina Palmiero
Autrice dei Percorsi Di Guarigione. 

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Mariacristina Palmiero

Mariacristina Palmiero

Sono Mariacristina Palmiero e aiuto le persone a realizzarsi attraverso la Guarigione. Siamo abituati a pensare che la malattia sia qualcosa di materiale, ma in verità Componenti Invisibili hanno un impatto su tutto il nostro Essere, includendo la parte più Visibile di noi: il CORPO.

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